martedì 10 agosto 2010

Fini nel 2002 - Forza Italia nel 2002 - Cosa accadde a Verona?

E' significativo andare a ripescare gli articoli (fonte il quotidiano L'Arena di Verona) risalenti al 2002. Otto anni fa, mentre si celebrava il congresso di Alleanza Nazionale a Bologna, a Verona si "sceglieva" il futuro candidato sindaco. A Bologna tutti ad acclamare Gianfranco Fini, ad eccezione di Alessandra Mussolini e della Santanché. Persino Berlusconi lo elogia come un amico e uno statista illuminato. 
A Verona Aldo Brancher (già allora sottosegretario) e gli altri vassalli del Cavaliere, decidono per tutti: Bolla è il candidato giusto. E s'è visto! L'alternativa poteva essere il sen. Frau, ma di certo non il candidato di AN, già allora "figli di un dio minore.". Poi si è andati avanti, alcuni hanno pagato, altri sono stati ripagati. Nonostante i pur clamorosi insuccessi.

Anche nella provincia di Verona si celebravano le elezioni amministrative... Anche in questo caso i veggenti, in molti dei casi, non c'azzeccarono proprio. 
Ora si vorrebbe far passare tutto questo ricordo in second'ordine. A mio avviso c'è molto invece da riconsiderare, alla luce di quanto è successo negli anni seguenti, fino ai giorni nostri. Persino Fazio prevedeva una celere uscita dalla crisi. Complimenti... 

Nel 2009 il Cavaliere sanciva la sicura tenuta del PdL in Veneto e di Galan a Governatore. Proprio colui che nel 2002, consegnando di fatto la città di Verona al centrosinistra, diceva che non si deve scegliere un candidato sistemando il suo predecessore (quando l'uscente era la Sironi).

(Clicca sugli articoli per visualizzarli a schermo intero)

 

Nel frattempo, cosa combinava Forza Italia a Verona?

Sempre a proposito del "guai a litigare"...
...In effetti poi lo scelsero i veronesi!





Decisioni lungimiranti, non masochistiche, assunte democraticamente...  

Nel frattempo, nel basso veronese...


Centrosinistra. I neo-sindaci in festa.

Sempre per la sezione "veggenti" e "lungimiranti":



Epilogo (2009). Galan e Berlusconi. Infallibili secondo i più.


giovedì 8 aprile 2010

DIALOGO postmoderno (per un lavoro in Italia)

Il 08 aprile XYZ 10.48, Barbara XYZ <Letizia.XYZ@XYZ.it>
ha scritto:

- Nascondi testo citato -

> Ciao,
>
> scusandomi per il ritardo sono a comunicarti le motivazioni della scelta di
> Dialogo di concludere l’iter di selezione. I motivi per cui non sei stato
> scelti sono vari e di genere diverso, dal punto di vista esperienziale hanno
> preferito orientarsi verso qualcuno che fosse al momento completamente
> libero, rimaneva in loro l’idea che tu puntassi, anche solo un domani
> lontano alla libera professione e hanno preferito qualcuno che investisse
> solo su di loro, inoltre hanno preferito una candidatura che a loro idea
> aveva delle caratteristiche personali che la rendevano maggiormente  adatta
> all’integrazione con le altre persone del team già presenti in azienda.
>
> Ti ringraziamo ancora per la disponibilità e ti ricontatteremo nel momento
> in cui dovessero esserci altre opportunità.
>
> Saluti
>
> Letizia XYZ
>
> Responsabile di Selezione e Servizio – XYZ Office
>
>
> XYZ Italia S.p.A.



Gentile Letizia

Ti ringrazio per avermi riferito le ragioni del diniego alla mia candidatura.
Permettimi tuttavia, vista la mia natura di persona non indifferente
ai fatti concreti, di avanzare alcune perplessità
sui criteri di selezione adottati dai miei interlocutori, al fine di
migliorare le future aspirazioni.

Nella precedente telefonata ti chiesi di essere ricontattato
direttamente dai responsabili aziendali della selezione,
essendo stata proprio questa la loro dichiarazione più esplicita
emersa al termine del colloquio.
Questo a sottolineare che da un'azienda che si chiama proprio
"Dialogo" ci si deve aspettare quanto meno la coerenza.
Evidentemente non è da tutti prendersi la briga di onorare
personalmente gli impegni assunti.

Nel merito dell'esito riferito, posso ribadire che la mia attività in
essere, peraltro assai poco ostativa, era ben nota
anche prima dell'incontro, essendo posta in bella evidenza sul mio CV
in loro possesso.
Nel corso dell'incontro ho più volte (anche spontaneamente)
sottolineato e argomentato il mio reale interesse per l'azienda
ospitante e per il settore in cui opera.
Le domande che mi sono state rivolte sembravano essenzialmente mirare
a evidenziare eventuali possibili incompatibilità,
delle quali ho peraltro cortesemente chiesto infine riscontro,
ottenendo risposta confortante.

Navigando sul sito dell'azienda che mi ha rifiutato (www.jsdialog.com/it/offerte_di_lavoro)
non posso che rilevare, data la massima evidenza, la seguente
affermazione di criterio:





"Lei è una persona comunicativa? Una persona alla quale piace aiutare il prossimo? Alla quale non risulta difficile essere gentile? Qualcuno che è sufficientemente curioso ed ambizioso da dare quotidianamente il meglio? Qualche volta anche un po’ di più? Allora da noi avete trovato il posto giusto. Chiediamo il Vostro talento e Vi sosteniamo. Date un’occhiata alle offerte di lavoro, chiedeteVi cosa potrebbe essere adatto a Voi, e, scriveteci. Siamo interessati al Vostro curriculum."


Avevo così pensato, sorvolando quantomeno sulla consecutio temporum,
di essermi finalmente imbattuto in un'azienda realmente disposta ad
apprezzare oltre le mie difficoltà e le mie necessità contingenti,
ovvero le mie reali propensioni e aspirazioni. Ho al contrario
constatato che nel corso del colloquio ben poco sforzo sia stato
prodotto per evidenziare le caratteristiche della mia persona che
potrebbero integrarsi con un'azienda tanto ben orientata alla
valorizzazione del profilo prettamente umano dei propri interlocutori
e collaboratori. Ho ricavato così l'impressione che neppure le mie
esperienze extra professionali e personali, senz'altro utili per
tentare di avvalorare almeno in parte le mie pretese di inserimento,
siano state considerate secondo il motto pocanzi riportato. Ma che, al
contrario, siano prevalse diffidenze sempre poco edificanti che nei
fatti non sono state neppure smentite dagli esiti anticipati.

Dopo un colloquio come quello sostenuto, alla presenza di due persone
diverse da quella che mi era stata prospettata di incontrare;
dopo aver sistematicamente tentato di confortare e finanche confutare
i sempre possibili pregiudizi impedenti la mia candidatura,
mentre - al massimo - mi si prospettava un eventuale ulteriore
colloquio di auto-presentazione (in formato Power point) mediante la
quale far emergere a video le mie più pertinenti ed evidenti ragioni di
interesse e congruità per l'azienda di destinazione;
ebbene, dopo tutto questo, il ritrovarmi ad accettare che nulla di
migliore fosse possibile nei miei riguardi
diviene un'attività simbolicamente lesiva della mia sensibilità, tale
da sconfortarmi e costringermi alla riflessione.

Ti chiedo, con la massima cortesia, di far pervenire per iscritto
queste mie alle selezionatrici in Dialogo. Visto e considerato che la
loro ragione sociale invita a comunicare più chiaramente delle scelte
operate; le quali, a persone come me, risultano purtroppo
incomprensibili.

Ti ringrazio vivamente, Letizia, per avermi tenuto in considerazione.
Spero che presto, nonostante il momento di profonda crisi generale,
emergano opportunità effettive
attraverso le quali poter progettare, realisticamente stavolta,
un'idea di futuro professionale condiviso e gratificante.
E non semplicemente mi sia richiesto di assicurare, a priori, fedeltà
di lungo termine verso coloro che non si degnano di riconoscermi e di
offrirmi neppure uno scorcio di presente.

Con i migliori saluti.
Michele XYZ


martedì 29 dicembre 2009

Katyn - L'onore del popolo polacco



Stanotte ho finalmente visto questo film, la cui trama vorrei riassumere in un dilemma, ignorato e sepolto nelle pieghe della storia: "Sottoscrivere un'abominevole menzogna per pararsi il culo, o difendere l'onore dei propri compatrioti nella più grave tragedia mai subita?".

Abbiamo incivilmente rimosso molte pagine di verità scomoda, ad uso e consumo di chi ha potuto e voluto trarre una eredità morale dalle guerre e sulla memoria condivisa.
Sarebbe buona cosa dedicare parte della nostra indignazione anche nei confronti di tutto ciò che non è stato mercificato ma, non per questo, è meno esecrabile.

sabato 6 giugno 2009

"Se è vero, come si tende ad affermare, che la parte ricca del mondo prospera sulle spalle dei poveri e degli umili, allora è vero anche che le persone felici e spensierate lo sono a indifferente discapito dei disperati e degli emarginati." - Michele Sganzerla

mercoledì 27 maggio 2009

Aristocrazia negata

"La dominante ideologia di fondo della contemporaneità è insita nell'illusione che ogni cosa desiderata possa essere alla portata di tutti. In questo modo persino i mediocri si lamentano e pretendono di più. Mentre l'autocritica, da elemento moderatore del proprio limite, diviene un trascurabile e risibile richiamo alla realtà dalla quale si intende impunemente fuggire." - Michele Sganzerla

sabato 2 maggio 2009

Ambientalismo e eBook

Come mai gli ambientalisti di sinistra e i "radical chic" protestano per la deforestazione ma poi non accettano l'eBook e preferiscono ancora i libri di carta? E come mai paghiamo ancora le case editrici per studiare nozioni che dovrebbero appartenere alla storia culturale dell'umanità e quindi essere patrimonio in eredità di ciascuno?

http://it.wikipedia.org/wiki/E-book

Noi Siamo i nostri sogni

Quante volte i nostri pensieri e i nostri sogni si divertono a rincorrersi... Li sentiamo così leggeri e liberi che assieme ad essi ci sembra di poter volare.Quante volte la fantasia ci mostra, con la sua innocente mano, i nostri più sospirati desideri... Li sentiamo vivi, e anche noi allora lo siamo: viviamo per loro. Noi Siamo i nostri sogni